I soggetti più colpiti dalle emorroidi
Le “vittime” più frequenti delle emorroidi sono piuttosto varie, con una maggiore incidenza nelle persone tra i 45 e i 65 anni, sia uomini che donne.
Secondo un’indagine condotta recentemente (dalla SIUCP) a soffrire di questa fastidiosa patologia sarebbe almeno i 40% della popolazione italiana adulta, con un numero di giovani crescente.
La patologia emorroidaria colpisce prevalentemente chi soffre di irregolarità del transito intestinale, in particolare di stitichezza. Per questo motivo, e per i cambiamenti anatomici e fisiologici cui sono sottoposte, le donne in gravidanza sono maggiormente esposte al rischio di emorroidi.
I primi sintomi
Le avvisaglie della degenerazione delle emorroidi sono date da alcuni segnali che fanno la loro comparsa secondo diversi gradi di intensità.
Attenzione quindi a prurito, fastidio e bruciore in zona anale.
Sintomi comuni che precorrono o annunciano la comparsa della patologia emorroidaria sono poi dolori e bruciori che aumentano se si sta seduti troppo a lungo, o se si cammina per molto tempo. Spesso compare sangue nelle feci di colore rosso vivo e perdita di muco accompagnata da infiammazione della pelle: il grado delle emorroidi in questi casi è già avanzato.
Altro segnale è la formazione di coaguli di sangue all’esterno del canale anale, simili a palline blu e piccoli grumi.
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