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Le emorroidi. Il sintomo della malattia
Chi soffre di emorroidi prova molto imbarazzo a parlarne, anche con il proprio medico, e spesso la patologia viene affrontata e curata quando ormai i sintomi sono davvero molto dolorosi, al punto da invalidare la normale prassi quotidiana.
Oltre ad una corretta prevenzione, tramite lo stile di vita, alimentare e igienico adeguato, le emorroidi vanno tenute sotto controllo facendo attenzione ai sintomi.
La maggior parte dei sintomi delle emorroidi sono legati alla gravità del prolasso, cioè al grado di cedimento della mucosa e dei plessi emorroidari. In genere, le prime avvisaglie della patologia emorroidaria sono prurito anale e una sensazione simile ad un peso nella zona rettale. Aggravandosi il problema si nota una serie di altri sintomi come:
- Perdita involontaria di liquidi e gas
- Perdita di sangue. Si notano nelle feci tracce di sangue rosso vivo, che possono essere di diversa entità. Questo è dovuto alla rottura dei cuscinetti delle emorroidi gonfie. La perdita di sangue continua può determinare anemia.
- Dolore. Le emorroidi esterne danno fastidio e dolore anche forte e possono dar luogo all’insorgere di ematomi e tromboflebiti.
- Prurito e bruciore. Il prolasso provoca una secrezione rettale continua che irrita l’ano e può essere causa di insorgenza di funghi o infezioni della zona. Anche alcune pomate topiche e rimedi di automedicazione senza controllo medico possono dare una reazione avversa di questo tipo.
- Sensazione di non aver defecato completamente
- Sensazione di corpo estraneo nell’ano
- Senso di peso e fastidio nella regione rettale
- Rigonfiamenti palpabili al di fuori dell’ano (gavoccioli). Il dolore in questi casi è piuttosto forte. In qualche caso il dolore si placa in seguito a sanguinamento.
- Trombosi emorroidaria, o crisi emorroidaria. I gavoccioli esterni sono molto grossi e gonfi di sangue e il dolore è molto forte. In poche ore le emorroidi diventano talmente dolorose che non si riesce a fare nessuna attività. Questo inequivocabile sintomo in genere spinge il paziente dal medico.
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