Glossario emorroidi
Anoderma
Il tessuto cutaneo circostante all’ano e che riveste il tratto interno del canale anale si chiama anoderma. Ricco di terminazioni nervose, se prolassato, escoriato o leso, provoca dolore.
Anoscopia
È la visita specialistica del tratto ano-reattale. L’indagine viene svolta attraverso l’anoscopio con diagnosi visiva e palpazione.
Costipazione
È la condizione della stipsi, che si determina quando la normale peristalsi intestinale incontra difficoltà. La mancanza di regolarità intestinale può determinare una serie di problemi, tra cui la comparsa di emorroidi.
Emorroidectomia
Vengono denominati così gli interventi che risolvono la patologia delle emorroidi attraverso la loro rimozione.
Emorroidi esterne
Le emorroidi fuoriescono dall’ano per un prolasso della mucosa rettale. In questo stadio possono comparire sintomi come di incontinenza, sensazione di corpo estraneo, fastidio, dolore e bruciore. Nei casi più gravi può insorgere la crisi emorroidaria, quando cioè i gavoccioli esterni non riescono a rientrare neanche manualmente, sono estremamente gonfi e dolenti al punto di invalidare ogni attività.
Emorroidi interne
Quando la patologia emorroidaria si manifesta attraverso alcuni sintomi (bruciore, fastidio, sanguinamento a tratti), ma esternamente non si notano rigonfiamenti, significa che si è ancora ai primi stadi del processo patologico.
Emorroidi sanguinanti
Il sanguinamento delle emorroidi è uno dei sintomi più frequenti della patologia. È bene non sottovalutare il fenomeno e sottoporsi ad una visita specialistica per accertarne le cause, stabilire la terapia ed escludere altre patologie più gravi.
Emorroidopessi
È l’evoluzione della tecnica di emorroidectomia. La malattia emorroidaria viene chirurgicamente curata attraverso l’asportazione di un cilindro di mucosa interna al canale rettale, perciò si determina un sollevamento del plesso emorroidario prolassato.
Fibre
Le fibre alimentari non vengono assorbite dall’organismo umano, perché non è in grado di sintetizzarle. Eppure, pur non apportando nutrimento, le fibre sono necessarie per un corretto funzionamento intestinale. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stabilito che la quantità ottimale di fibra giornaliera da assumere è di 30 grammi.
Gavocciolo
Tumefazione e ingrossamento di un vaso sanguigno. Il gavocciolo emorroidario è la condizione patologica dell’emorroide prolassata all’esterno dell’ano.
Lassativi
Farmaci ad azione purgante. Stimolano i movimenti intestinali e l’evacuazione. Un abuso di lassativi può predisporre alle emorroidi.
Peristalsi
L’insieme delle contrazioni muscolari involontarie del tubo digerente e di alcuni dotti escretori, che favoriscono il passaggio del contenuto e l’espulsione delle feci dall’intestino.
Perdite di sangue
Nella patologia delle emorroidi, le perdite di sangue di colore rosso vio sono tra i primi sintomi chiari.
Plessi emorroidari
I cuscinetti formati dai vasi sanguigni delle emorroidi sono chiamati plessi emorroidari (o emorroidali). Si distinguono il plesso interno ed esterno.
Prolasso rettale
Quando il cedimento delle emorroidi trascina con sé parte della mucosa ano-rettale tanto da formare gavocciolo esterni, si parla di prolasso.
Prurito
Il prurito è uno dei primi segnali della patologia emorroidaria. Seguono fastidio, dolore e sanguinamento.
Rigonfiamento
Il rigonfiamento delle emorroidi forma i gavoccioli esterni all’ano, dovuti ad uno sfiancamento patologico delle pareti venose.
Stipsi
Disfunzione consistente nella difficoltà allo svuotamento dell’intestino crasso, per lo più dovuta a un’alterazione funzionale della motilità colica con ritardo della progressione e dell’evacuazione di residui fecali
Tromboflebite
Infiammazione di una vena cui fa seguito la formazione di un trombo, cioè una piccola massa solida formata dalla coagulazione del sangue.
Trombosi emorroidaria
È la cosiddetta crisi emorroidaria esterna e si manifesta con intenso dolore della regione anale dove sono comparsi i gavoccioli esterni, con la sensazione di corpo estraneo nel retto. L’acutizzarsi del problema rende necessario l’intervento chirurgico. Si notano noduli bluastri duri e dolenti alla palpazione. L’eventuale guarigione spontanea lascia permanentemente noduli scuri di tessuto detti “marische”. |